Seminario vacanza yoga in Toscana – Istituto Yoga

Yoga vacanze presso un bellissimo agriturismo della toscana

7-8-9-10 LUGLIO 2011

Mancano solo pochi giorni all’evento.

I maestri dell’Istituto Yoga condurranno un seminario estivo dove è possibile rigenerarsi, acquistando energie positive e allontanando lo stress accumulato durante l’attività caotica della città.

Il Seminario si terrà in Toscana presso l’agriturismo “Grossola”, ai piedi del monte Amiata.

Attraverso questa esperienza imparerai:

  • Come armonizzare uno squilibrio per mezzo dello Yoga.
  • Le tecniche per aiutare il tuo sistema immunitario a rinforzarsi.
  • Come entrare in contatto con la parte saggia dentro di te.
  • Come trasmettere energia alle persone che ti stanno accanto.
  • Cosa sono i Mantra, a cosa servono e come utilizzarli.
  • Come sfruttare le capacità positiva dei Mantra.
  • L’atteggiamento giusto per non prendersi troppo “seriamente”
  • Conoscere “l’arte del distacco” e scoprire come metterla in pratica.
  • Come proteggerti dai pensieri negativi.
  • Come utilizzare le tecniche respiratorie per avere effetti benefici e cancellare stress, fatica e paure.
  • Come ricaricarti a livello fisico e mentale e come saper mantenere questa condizione nel
  • tempo.
  • Quali sono le tecniche dello yoga per esplorare il tuo mondo interiore.
  • Come raggiungere uno stato di benessere spirituale permanente.
  • Come trovare un equilibrio solido tra mente corpo e spirito.

Giornata tipo

07.30 Sveglia

07.50 Tecniche di purificazione e ringiovanimento

08,10 Tisana

08.25  Hatha Yoga

09.30 Colazione

10.30 Studio dei testi fondamentali dello Yoga

11.30 Meditazione

12.30 Pranzo, e riposo pomeridiano

16,30 Antiche tecniche di Risveglio e Ricarica

17,00 Yoga Nidra (Rilassamento Psicofisico) e Pranayama.

18,00 Meditazione guidata e Satsanga (Domande e risposte)

19.30 Cena

20.45 Canti in sanscrito

Le Attività

Le pratiche di Hatha Yoga e Pranayama (Posizioni e tecniche respiratorie) svolte in mezzo alla natura incontaminata danno il massimo del beneficio. Potremo fare il pieno di energia, e distendere la mente, lontano dai rumori e dal traffico.

Le Tecniche di Purificazione (kriyas), sono un mezzo importantissimo per portare corpo, mente e spirito ad una condizione di serenità e pace, perché ci liberano da  veleni, tossine ed impurità accumulati sia  vivendo in ambienti e luoghi mal areati ed inquinati, sia  con  atteggiamenti mentali negativi.

Il Rilassamento Psicofisico (Yoga Nidra) guidato ci aiuterà a rilasciare tutte le tensioni entrando nelle profondità del nostro essere. Ci accorgeremo quanto sia più facile rilassare corpo e mente quando l’ambiente intorno a noi è sereno, incontaminato ed armonioso.

La Meditazione Guidata, con il prezioso aiuto degli insegnanti approfondiremo la conoscenza di noi stessi tramite la meditazione e lo studio dei più importanti testi dello Yoga.

I Chakra, sono centri di energia situati nel nostro corpo e noti ai grandi yogi. La comprensione del loro funzionamento può influire positivamente su ogni aspetto della nostra vita.

I Canti saranno eseguiti in gruppo, nella gioia e nell’allegria. Il canto è di per sé anche una tecnica di respirazione naturale e spontanea, che rasserena la mente e lo spirito, e ci fà  ritrovare la gioia di vivere. I canti indiani  (Sankirtans e Bhajans ) sono in lingua sanscrita “Devanagari” la lingua divina per eccellenza, le cui vibrazioni spirituali  elevano la nostra coscienza e rendono la mente positiva.

PRENOTAZIONI e COSTI:

COSTI: Il costo di partecipazione al corso è di Euro 350,00

PRENOTAZIONI:Le prenotazioni devono essere accompagnate da un acconto di Euro 100,00 presso la sede,

oppure tramite bonifico bancario Cod.IBAN: IT15B0623005051000035363691

Istituto Yoga Universale
L.go Magna Grecia, 20
00183-Roma
tel. 06.70454370

Saluti dagli insegnanti dell’Istituto Yoga, in attesa di incontrarci in questa speciale occasione.

OM SHANTI
IstitutoYoga
yoga@istitutoyoga.it

http://www.istitutoyoga.it

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So Ham

Tecniche di meditazione.

di Paolo Guido

Meditare

L’ intento dello Yoga e delle sue pratiche è quello di portarti alla consapevolezza di essere, oltre l’aspetto fisico e mentale che ti caratterizzano, una cellula di un immenso organismo, frammento di una  energia cosmica che tutto pervade.

I Maestri dello Yoga ci hanno regalato molte pratiche meditative alcune delle quali utilizzano il processo del respiro, e tra le tante quella cosiddetta del “So Ham” viene considerata una perla tra tutte. Continua a leggere

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Il sottile potere del Mantra

Nel corso del Seminario, Swami Yogaswarupananda ha esposto l’antico sentiero del Mantra Yoga per la conoscenza della mente,  delle sottili leggi che la governano e per favorire il risveglio interiore e la meditazione.

Per millenni in India sono state utilizzate formule sacre, chiamate “mantra” , con l’intento di portare la mente in uno stato meditativo; esse sono state tramandate oralmente da maestro ad allievo. Il loro preciso significato e la loro funzione sono rimasti a lungo circondati da un alone di mistero e segretezza, anche allo scopo di evitarne errate interpretazioni e abusi.

Di seguito troverai alcuni stralci del Seminario, sicuri di fare cosa gradita, in particolar modo a chi non ha avuto l’opportunità di partecipare.
La traduzione dall’inglese all’italiano è stata curata da Maria Antonietta Marghella. Continua a leggere

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Vedanta – i tre stati di coscienza

di Swami Sivananda

Colui che dentro di se è felice, che gioisce in se, che ha in se la luce, questo Yogi raggiunge la libertà assoluta o Moksha, diventando egli stesso Brahman.” (Gita:. V-24)

La più alta conoscenza spirituale è la conoscenza del Sé. Colui che conosce se stesso conosce ogni cosa. Il più saggio dei filosofi occidentali, Socrate, ha dato il massimo dei suoi insegnamenti affermando “Conosci te stesso”. I santi indiani altresì hanno dato il loro alto insegnamento nella forma nota come Adhyatma-Vidya o Conoscenza di sé.

La conoscenza del Sé, è stata chiamata la conoscenza suprema dai saggi di tutti i tempi,
…e raramente è stata riconosciuta come un mistero dall’uomo comune, anzi, egli sembra conoscersi così bene che non ritiene necessario riflettere su di sé.

Nel Vedanta, si indaga la natura del se anche attraverso l’analisi degli stati di coscienza,  e in particolare gli stati di veglia, di sogno e di sonno profondo evidenziando come lo stato di veglia sia irreale quanto lo stato di sogno, il Vedanta dichiara che l’unica differenza tra i due stati è che lo stato di veglia è un “lungo sogno”, Deergha Svapna.

Quando si raggiunge l’illuminazione o conoscenza del Brahman, questo mondo vigile diventa irreale come il mondo dei sogni.

La veglia è irreale quanto il sogno

…in entrambi gli stati, di veglia e di sogno, gli oggetti vengono “percepiti”, così come è percepita la relazione tra soggetto e oggetto, questo è ciò che hanno in comune i due stati, la differenza tra i due stati è che gli oggetti in sogno sono percepite nello spazio interno, mentre nella condizione di veglia sono visti nello spazio fuori dal corpo.
…il fatto di “essere visto” e la conseguente loro illusorietà sono comuni a entrambi gli stati.

L’illusione in entrambi gli stati è data dal loro essere visti come oggetti diversi dal Sé, creando così una differenziazione.
Tutto ciò che è “percepito” è irreale, la percezione presuppone una relazione e la relazione non è eterna, le relazioni dello stato di veglia vengono “messe in discussione” da quelle del sogno e viceversa. Se la dualità è irreale, tutti gli oggetti devono essere irreali.

Finché dura il sogno, la veglia appare irreale, finché dura veglia il sogno è irreale. La realtà di uno dipende dalla realtà dell’altro.
Ma il sogno si rivela essere irreale, da cui svegliarsi è irreale.

Ciò che persiste per sempre è reale. Quello che ha un inizio e una fine è irreale. Ciò che ha un inizio e una fine è mutevole e, quindi, non eterno e irreale. Quindi tutti gli oggetti percepiti sono irreali.

In quanto gli oggetti dello stato di veglia non possono essere portati nello stato di sogno, sono irreali. Così gli oggetti del sogno non funzionano nello stato di veglia, sono irreali. Quindi tutto è irreale.

Colui che mangia e ha la pancia piena durante lo stato di veglia, può sentirsi affamato nello stato di sogno e viceversa. Le cose sono reali solo nei loro regni, e non sempre. Quello che non è “sempre reale” è irreale, ciò che è reale è sempre uguale a se stesso, la realtà non cambia mai, è eterna.

La percezione di un oggetto è irreale, perché gli oggetti sono creazioni della mente. Un oggetto ha una forma particolare, perché la mente crede che sia così. Quindi tutti gli oggetti sono irreali.

Sia nel sogno che nella veglia, le percezioni interne sono irreali e gli oggetti della percezione esterna sembrano essere reali.

Il sogno è reale come lo stato di veglia. Ma dal momento che il sogno si rivela essere irreale, la veglia anche deve essere irreale. Il sogno è irreale solo dal punto di vista del risveglio, e altrettanto è la veglia per il sognatore.

Dal punto di vista della vera sapienza, la veglia è irreale quanto il sogno.

La verità “vera” è che nessuno dorme, sogna o si sveglia, perché non vi è alcuna realtà in questi stati.

Colui che trascende i tre stati trova riposo nel quarto stato di Turiya, la beatitudine eterna, Satchidananda Svaroopa.

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Il pianoro di Campitello – trekking, yoga, relax.

 

Questa località situata nel cuore del Parco dei Monti Lucretili è meta di piacevoli passeggiate da parte degli escursionisti laziali. Zona ideale per pic-nic, con la presenza di una fonte di acqua freschissima, lo abbiamo scelto come  uno dei nostri posti di riferimento dove, dopo una comoda camminata in ambienti incontaminati,  praticare all’aperto e a contatto con la natura le tecniche yoga.

La vicinanza a Roma rende particolare l’interesse per la catena calcarea dei Lucretili che da Tivoli si estendono fin quasi ai confini con le province di Rieti e L’Aquila. La massima elevazione è costituita dalla cima del Monte Pellecchia (m.1.368) che domina la zona più selvaggia del parco, ma il Monte Gennaro (m.1.271) tra Marcellina e Palombara ben visibile da varie zone della capitale è forse il  punto più conosciuto. Sembra che alle pendici di questo monte siano stati rinvenuti oggetti e ceramiche risalenti addirittura al Neolitico.

La flora e la fauna, forse a causa delle diverse esposizioni e livelli, sono molto ricche e varie. Boschi di faggio, di castagni e pini si alternano a magnifici altipiani ricchi di pascoli.

La passeggiata per il pianoro parte dalla località Prato Favale raggiungibile da Marcellina con una strada asfaltata. Siamo a circa 800 m. di altitudine, la zona, che nei giorni di festa si satura di gitanti da scampagnata  spesso poco rispettosi dell’ambiente, è situata sotto il Monte Morra (m.1.038) famoso soprattutto per alcune pareti rocciose che vengono utilizzate dagli appassionati come palestre d’arrampicata.

Dopo un breve tratto in saliscendi abbastanza panoramico si imbocca la cosiddetta Valle Cavalera che con pendenza costante ma non faticosa attraversa un bellissimo bosco caratterizzato da faggi secolari alla cui ombra cresce l’agrifoglio. Il terreno dal fondo sassoso è piuttosto sconnesso ed è quindi consigliabile l’uso di pedule con un buon carrarmato e una suola non troppo morbida.

La faggeta sempre più affascinante termina dopo poco meno di un’ora di cammino, il paesaggio si apre e appare il pianoro erboso di Campitello che si traversa fino a raggiungere un antico fontanile che sembra nobilitare l’intero paesaggio.

Dalla partenza è passata circa un’ora e mezza o poco più, siamo a m.1.025 di altitudine e lo sguardo spazia verso le colline circostanti. L’ambiente ricco di colori e profumi invita a trascorre momenti piacevoli di relax e di pratica yoga.

Il ritorno non presenta problemi. Quando si è soddisfatti e ricchi d’energia  semba sempre di volare…

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“Lo spirito dello Yoga nella scienza moderna”

Lo yoga è una scienza antica e nello stesso tempo incredibilmente moderna. I principi filosofici fondamentali di questa antica disciplina infatti stanno lentamente entrando a far parte anche della nostra cultura.
Dopo la rivoluzione attuata dagli importantissimi sviluppi concettuali del secolo appena concluso, la nostra ricerca sperimentale ha scoperto nelle sue conclusioni una tendenza verso verità nascoste dietro l’apparente caos del quotidiano. Ne risulta in tal modo una sorprendente sintonia tra le attuali posizioni di alcune discipline scientifiche quali la fisica, la matematica o la psicologia e la visione mistica del mondo trasmessa dalle tradizioni filosofico-religiose d’Oriente.
La seguente registrazione effettuata durante una lezione teorica  tenuta all’Istituto Yoga da Paolo Guido approfondisce i diversi aspetti dello Yoga in relazione alla scienza moderna.

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Yoga e montagna

Yoga e montagna

La montagna è una delle forme con cui la natura si manifesta sul nostro pianeta. Come lo è il mare, il deserto, il paesaggio di pianura o di collina.

Ognuno di noi – seppure figlio di tempi in cui l’abuso tecnologico tende a condizionare eccessivamente -  sente con più o meno evidenza un richiamo verso queste bellezze naturali, frutto di quell’intima corrispondenza che esiste tra l’animo umano e il creato.

Senza necessità di scelte estreme – solo pochi possiedono le qualità psicofisiche di un Messner o di un Soldini –  basta avere volontà e iniziativa per vivere piccole avventure ricche di sensazioni ed emozioni diverse dal solito.

Sarà così possibile inserire nella routine di  una quotidianità divisa tra lavoro e famiglia alcuni momenti dedicati ad acquisire quella conoscenza necessaria per un accostamento più genuino verso  circostanze e situazioni che la vita  costantemente ci offre.

Come ben sa il praticante, lo Yoga quale antica scienza del sapere incentrata su una crescita interiore che parta da un benessere fisico è di grande aiuto per gli scopi di cui stiamo parlando. Le sue origini sembra possano essere anteriori addirittura al terzo millennio prima di Cristo, epoca in cui l’uomo era in grado di  sperimentare un profondo contatto con la natura.

Gli antichi Rishi vengono spesso raffigurati in atteggiamenti meditativi tra gli alberi di una foresta o in grotte di alta montagna.

Ci sembra quindi che immergersi in contesti simili sia pure per una giornata o per il breve intervallo di un fine settimana in compagnia di una buona pratica yoga possa compensare le giornate vissute all’insegna dei regimi consuetudinari spesso poco graditi e ricaricare così di energia positiva le nostra batterie.

La montagna in particolare, con i suoi significati simbolici – la via, il percorso da seguire, la vetta intesa come traguardo spirituale – appare una soluzione facile da attuarsi viste le diverse possibilità che si presentano negli spazi dell’Appennino centrale.

Ampi pianori e alture spesso di facile accessibilità contornati da boschi frequenti caratterizzano le nostre zone dove potremmo piacevolmente sostare per trovare nuove dimensioni trascurate dalla routine quotidiana.

 I nostri programmi prevedono delle gite giornaliere prevalentemente nelle aree dei Monti Tiburtini e Carseolani, raggiungibili da Roma in meno di un’ora, nonché dei fine settimana durante i quali unitamente a episodi di trekking approfondiremo le varie tecniche dello Yoga sotto il profilo teorico e pratico.

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Seminario-vacanza in Toscana, Luglio 2010

Cari amiche, cari amici
torniamo da un bellissimo seminario, tenuto nella Val D’Orcia in Toscana… non so se da queste poche foto si riesce ad entrare nell’atmosfera…

Yoga in Toscana

è difficile descrivere a parole l’esperienza fatta insieme, partendo dalle pratiche di purificazione, lo yoga, la meditazione fino ai canti sacri in sanscrito, alle passeggiate per godersi il cielo stellato. Come ogni anno si torna a casa con un bellissimo ricordo. :-)

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“In medio stat veritas”

“In medio stat veritas” (ovvero come ottenere la vera saggezza)

Quante volte ti è già capitato di sentire la locuzione latina “in medio stat veritas” che è parte del titolo di questo post? penso moltissime volte… infatti è proprio così, la saggezza, in quanto espressione di verità, stà sempre nel “mezzo”.

… la saggezza è frutto della conoscenza teorica e della sua applicazione pratica, quasi mai solo di una o dell’altra.

Nei diversi ambiti dell vita, non c’è qualità più ammirata e apprezzata della saggezza.

Qual’è la saggezza “vera” dunque?
Spesso accade che di un “problema” alcune persone ne abbiano una conoscenza teorica, mentre altre hanno una grande capacità pratica…

Alcuni possono avere una grande conoscenza delle scritture, della filosofia e della religione in generale, senza averne mai applicato i principi nella vita quotidiana.
Non avendole mai realmente sperimentate, quelle conoscenze rimangono pure e semplici nozioni.
Dall’altra parte ci sono quelli che hanno fatto anni di pratica “sadhana”, sanno come tenere il corpo in salute e conoscono il lavorio interiore della mente, ma di nuovo, senza la conoscenza tramandata dai Maestri, la loro abilità nel compiere le azioni che ti liberano e di aiutare gli altri è limitata, …e se conosci lo yoga , come immagino, sai a cosa mi riferisco.

E’ rara quella persona che combina in se ambedue le cose, conoscenza e esperienza.

Questa verità abbraccia tutte le sfere della vita compresa quella spirituale.

La conoscenza è una cosa, l’esperienza pratica può essere una cosa completamente diversa.

Colui che percorre ambedue le strade, che in realtà sono le due corsie maestre di un unico pescorso, cioè conoscenza ed esperienza pratica, stà praticando, come diceva Buddha, la famosa “via di mezzo” che inevitabilmente sfocia nella saggezza, lo scivolo che termina nella trascendenza.

Costoro, chiunque li vorrebbe come guida spirituale. Costoro sono considerati essere saggi, e molto spesso sono veramente santi liberati.

Concludendo: c’è una saggezza che va al di là dell’ammirevole condizione di conoscenza ed esperienza pratica, ed è quella saggezza che ha come punto di arrivo la trascendenza, il turija, e si manifesta soltanto quando abbiamo abbandonato la nostra saggezza ordinaria. E’ la saggezza che viene dal non conoscere, è la saggezza delle nuove possibilità.

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Gandhi racconta

“….Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi 
discepoli:

Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?
Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
Ma perché gridare se la persona ti sta di fronte?” disse nuovamente il
 pensatore.
Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò 
un altro discepolo.

E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile 
parlargli a voce bassa?
Varie altre risposte furono date ma nessuna
 convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:”Voi sapete perché si grida contro un’altra persona
 quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i 
loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare
 per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno 
gridare per sentirsi l’uno con l’altro.

D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente.
E perché?
  Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente
 sussurrano.  E quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno 
sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono.
E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.

Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discutete non lasciate 
che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano 
distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta
 che non incontreranno mai più la strada per tornare.“…. ”

Mahatma Gandhi

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